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Provateci voi stessi: un mattone che protegge i rondoni, che potrebbe arrivare anche in Italia

Ogni primavera, tutti noi torniamo a guardare il cielo senza rendercene conto. Lì ricompaiono i martinetti, veloci, rumorosi e fedeli a quelle cavità che trovano sempre più difficilmente su cornicioni, tetti e facciate ristrutturate. Mentre le città diventano sempre più isolate, con chiusure perfette ed edifici sempre più ermetici, questi uccelli hanno perso proprio ciò di cui hanno più bisogno per continuare a tornare: un posto dove nidificare.

In Scozia stanno realizzando mattoni-nido per gli uccelli

In questo equilibrio sempre più delicato tra sviluppo urbano e tutela della biodiversità, anche in Italia il tema sta entrando nel dibattito pubblico. Alcuni progetti pilota e iniziative locali stanno iniziando a integrare soluzioni come i “mattoni-nido” per i rondoni nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni. Si tratta di un approccio già diffuso in diversi Paesi europei, che sta lentamente trovando spazio anche nel contesto italiano, dove cresce l’attenzione verso un’architettura più sostenibile e attenta alla fauna urbana.

La riforma prevede che ogni edificio di nuova costruzione riservi piccoli spazi specifici per questi uccelli. Per ogni unità abitativa è previsto uno spazio di 10,5 cm³ sulla facciata, sufficiente per incorporare i cosiddetti swift bricks, elementi progettati per consentire ai rondoni di nidificare senza alterare la struttura dell’edificio né modificarne visibilmente l’aspetto esterno.

I mattoni nido per rondoni possono essere posizionati in fase di costruzione

Questi mattoni nido vengono posizionati durante la costruzione stessa e si integrano nella muratura convenzionale. Di solito sono realizzati in cemento o terracotta, presentano una cavità interna e una piccola entrata, e vengono installati nelle parti alte degli edifici, dove i rondoni sono soliti volare e cercare rifugio. La chiave sta nel fatto che non si tratta di un’aggiunta successiva, ma di una soluzione prevista fin dalla progettazione.

L’iniziativa intrapresa in Scozia risponde a un problema sempre più evidente. Le popolazioni di milano sono diminuite del 40% negli ultimi due decenni, in gran parte a causa della scomparsa delle tradizionali cavità di nidificazione. Si tratta di uccelli migratori che trascorrono l’inverno in Africa e tornano tra marzo e aprile nei loro luoghi di riproduzione, quasi sempre in paesi e città. Inoltre, mostrano un’enorme fedeltà ai propri nidi, per cui sigillare crepe, ristrutturare tetti o demolire edifici antichi può rappresentare un duro colpo per la loro sopravvivenza.

La misura scozzese cerca di frenare questo declino con una decisione a basso costo e di effetto duraturo. Non si tratta solo di proteggere una specie appariscente, ma di rafforzare la fauna urbana con un uccello che svolge una funzione utile nell’ecosistema delle città. Ogni rondone consuma quotidianamente grandi quantità di insetti, per cui la sua presenza agisce come un regolatore naturale dei parassiti e aiuta a ridurre la dipendenza dai trattamenti chimici.

Nidificatori per rondoni collocati in spazi verdi

Nell’ambito di questo programma è stata proposta l’installazione di una ventina di nidificatori per rondoni in spazi verdi con il sostegno delle scuole. Quella campagna faceva parte di una strategia più ampia di promozione della biodiversità che ha portato a 289 i rifugi per uccelli e insetti utili installati in città. Non si trattava di mattoni integrati in nuove costruzioni, ma di un chiaro precedente della stessa preoccupazione: restituire spazio alle specie che lo stavano perdendo.

La differenza ora sta nella scala e nel momento dell’intervento. Mentre le cassette nido fungono da misura complementare, i swift bricks cambiano la logica del problema perché incorporano il rifugio fin dal progetto stesso dell’edificio. Per questo la decisione della Scozia non solo ha attirato l’attenzione per il suo simbolismo, ma anche perché apre una via concreta affinché i nuovi progetti urbanistici convivano con la fauna fin dal primo mattone.

In Italia, questo approccio sta guadagnando sempre più attenzione negli ultimi anni. Organizzazioni come LIPU promuovono da tempo l’integrazione di soluzioni a favore della fauna urbana all’interno dei progetti edilizi. L’obiettivo è inserire elementi utili alla biodiversità sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, coinvolgendo architetti, progettisti e privati. L’idea di fondo è semplice: costruire e tutelare l’ambiente possono andare di pari passo, senza essere in contrasto.

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Madonna Rosso

Madonna Rosso

Sono Madonna Rosso, appassionata di soluzioni creative e sostenibilità. Condivido trucchi quotidiani per organizzare la casa, curare l'orto e gestire il budget con intelligenza. Il mio obiettivo è rendere ogni giorno più semplice, un "tip" alla volta.