Avere un balcone pieno di piante è spesso l’alternativa scelta da chi vive in un appartamento e desidera che il “verde” invada la propria casa. Ma chi vuole andare un po’ oltre il semplice accumulo di piante, di solito è molto attento nella scelta. Ed è qui che entrano in gioco cinque piante che vengono spesso apprezzate per una grande virtù: “purificare l’aria”.
Il concetto, affermato da decenni sulla base di studi di laboratorio e amplificato dai social network, tende a semplificare un fenomeno molto più complesso. Tuttavia, queste specie apportano benefici concreti a chi vive in appartamento, dal miglioramento dell’umidità ambientale alla favoritura della circolazione dell’aria, fino alla creazione di microclimi più freschi. Ciononostante, è bene capire cosa possono e cosa non possono fare, e perché sono diventate così popolari nei balconi urbani.
1. Il potus, un classico
La prima di queste piante è il potus, un classico indiscusso. La sua fama è esplosa a seguito di ricerche che ne dimostravano la capacità di assorbire determinati composti organici volatili in condizioni controllate. Sebbene tali risultati non siano direttamente replicabili in un ambiente domestico, il potus rimane una specie resistente, adattabile e in grado di crescere anche con luce indiretta.
Neibalconi semicoperti, funge da tenda verde che attenua la radiazione solare e dona una sensazione di freschezza. La sua crescita rapida e la sua bassa manutenzione spiegano perché sia presente in quasi tutte le abitazioni che cercano di aggiungere un tocco di verde senza complicazioni.
2. La sansevieria, capace di sopportare tutto
Un’altra protagonista è la sansevieria, conosciuta come lingua della suocera. La sua popolarità si basa sulla sua capacità di tollerare la mancanza di cure, sopportare siccità prolungate e rimanere salda anche su balconi ventosi. Viene spesso associata all’idea di “purificare l’aria” perché effettua lo scambio gassoso durante la notte, cosa poco comune tra le piante da interno. Anche se questo non implica una pulizia significativa dell’ambiente, contribuisce a stabilizzare l’umidità e a generare una presenza vegetale costante che migliora la percezione di comfort. Nei balconi piccoli, il suo portamento verticale permette di aggiungere un tocco di verde senza occupare troppo spazio.
3. L’espatifilo, scelto per i suoi fiori
Il terzo posto spetta all’espatifilo, chiamato anche giglio della pace. A differenza di altre specie più rustiche, richiede un po’ più di attenzione, specialmente per quanto riguarda l’irrigazione e la luce. Tuttavia, la sua capacità di fiorire anche in spazi ridotti l’ha resa una delle preferite da chi cerca un balcone dall’estetica più curata. Il suo legame con la “pulizia dell’aria” deriva da studi che hanno dimostrato la sua efficacia nell’assorbire alcuni inquinanti in camere sigillate. In un balcone reale, il suo contributo è più modesto, ma la sua presenza aiuta a regolare l’umidità e a creare un ambiente visivamente più piacevole.
4. L’edera inglese, la regina dei balconi
L’edera inglese è un’altra presenza abituale dei balconi urbani. La sua crescita vigorosa e la sua capacità di arrampicarsi o ricadere la rendono ideale per chi cerca di coprire ringhiere, muri o creare ombra naturale. Viene spesso citata come una pianta che aiuta a ridurre le particelle sospese, anche se il suo effetto reale dipende da fattori come la circolazione dell’aria e la densità del fogliame.
Ciò che è certo è che contribuisce ad abbassare la temperatura superficiale delle pareti esposte al sole, migliorando il comfort termico negli appartamenti esposti a nord o a ovest. La sua versatilità estetica spiega anche la sua presenza costante su balconi di stili diversi.
5. Il ficus esce dal soggiorno e va sul balcone
La quinta specie è il Ficus benjamina, una pianta che per anni è stata sinonimo di soggiorno, ma che oggi si è trasferita con forza su balconi ampi e ben illuminati. Il suo portamento arbustivo crea una sensazione di rifugio verde e aiuta ad attutire il rumore urbano. Sebbene sia anche associato allacapacità di “purificare l’aria”, il suo vero contributo sta nella creazione di microclimi più freschi e nel miglioramento della qualità percettiva dello spazio. Nei balconi ben illuminati, la sua crescita è rapida e la sua presenza trasforma completamente l’atmosfera del luogo.
In ogni caso, l’idea che queste piante “purifichino” l’aria deve essere intesa come una metafora piuttosto che come un fenomeno misurabile in condizioni reali. Nessuna specie può sostituire la ventilazione incrociata né compensare le fonti di inquinamento interne. Tuttavia, il loro contributo non è da poco: aiutano a regolare l’umidità, riducono la temperatura superficiale, generano ombra, attenuano il rumore e, soprattutto, migliorano il rapporto emotivo con lo spazio domestico.


