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Analista finanziaria: «Lasciare il riscaldamento acceso a 19 gradi costa molto meno che spegnerlo»

Circa 1 famiglia su 5 in Italia, ovvero tra il 17% e il 20% delle famiglie, non può permettersi di accendere il riscaldamento in inverno. In altre parole, oltre 9 milioni di persone vivono in case dove mantenere una temperatura adeguata è difficile quando arriva il freddo.

Questo servizio di base è diventato un vero e proprio lusso per migliaia di persone a causa dell’enorme aumento dei prezzi dell’energia negli ultimi anni. Il gas e l’elettricità hanno fatto lievitare le bollette al punto da costringere molte famiglie a limitarne l’uso.

Chi invece può accenderla vive comunque all’insegna del consumo: a che ora si consuma meno, di quanti gradi alzarla o quando spegnerla. Secondo esperti come la consulente finanziaria Natalia Lara, alcune abitudini molto comuni possono aumentare la spesa, come spegnerla completamente.

Perché mantenere il riscaldamento costante può essere più economico

A prima vista, l’idea che non accendere il riscaldamento significhi risparmiaresembra logica: se l’impianto è spento, non consuma energia.

Tuttavia, la realtà energetica di un’abitazione è più complessa, specialmente nelle case vecchie o con un isolamento carente.

Come spiega Natalia Lara sui suoi social, mantenere una temperatura costante intorno ai 19 gradi tende ad essere più efficiente rispetto allo spegnimento completo del riscaldamento e alla sua successiva riaccensione.

Il motivo principale risiede nell’enorme sforzo che il sistema di riscaldamento deve compiere quando l’abitazione si raffredda troppo.

Quando il riscaldamento rimane spento per diverse ore, la temperatura interna può scendere facilmente fino a 12 o 13 gradi, specialmente in inverno e nelle abitazioni con scarsa efficienza energetica.

In quel momento, quando l’utente decide di riaccenderlo, la caldaia o l’impianto di riscaldamento deve lavorare alla massima potenza per ripristinare una temperatura confortevole.

Questo processo di avvio è proprio il momento più dispendioso in termini energetici. La caldaia deve riscaldare rapidamente tutto il volume d’aria dell’abitazione, così come pareti, pavimenti, soffitti e mobili, che hanno perso calore durante le ore in cui l’impianto era spento.

Secondo la consulente finanziaria, durante tale avvio il consumo può triplicarsi per circa due ore.

In altre parole, l’impianto funziona al massimo delle prestazioni per passare da una casa a 12 gradi a un ambiente confortevole a 20 o 21 gradi.

Questo sforzo energetico fa sì che, in molti casi, in sole due ore di funzionamento intenso si consumi l’equivalente di diversi giorni di riscaldamento in funzionamento stabile.

Dal punto di vista tecnico, il sistema deve generare molto più calore in poco tempo, il che implica un maggiore consumo di gas o elettricità.

Al contrario, quando il riscaldamento rimane acceso a una temperatura moderata —intorno ai 19 gradi— il sistema deve solo compensare le piccole perdite di calore che si verificano naturalmente nell’abitazione. Ciò richiede molta meno energia rispetto al riscaldamento di una casa completamente fredda.

Inoltre, mantenere una temperatura stabile evita picchi di consumo. La caldaia funziona a un ritmo più costante ed efficiente, senza doversi avviare ripetutamente alla massima potenza per recuperare diversi gradi in un colpo solo.

La differenza si nota chiaramente in bolletta. Secondo i calcoli di Natalia Lara, questa abitudine può comportare un risparmio di circa 38 euro al mese, specialmente nelle abitazioni vecchie o con un isolamento termico carente, dove le perdite di calore sono maggiori.

L’impatto è ancora più evidente negli edifici costruiti decenni fa, quando le normative sull’efficienza energetica erano molto meno rigorose di quelle attuali.

In questi casi, spegnere completamente il riscaldamento per diverse ore può causare cali di temperatura molto rapidi, costringendo l’impianto a compiere grandi sforzi per ripristinare il comfort termico.

Ciò non significa che il riscaldamento debba rimanere acceso a temperature elevate tutto il giorno. Gli esperti raccomandano di mantenere temperature moderate e costanti, preferibilmente tra i 18 e i 20 gradi, che è l’intervallo considerato ottimale per il comfort termico e il risparmio energetico.

Influisce anche l’uso di termostati programmabili, che consentono di regolare leggermente la temperatura in determinati momenti della giornata senza che l’abitazione si raffreddi completamente.

Ad esempio, abbassare di uno o due gradi durante la notte o quando la casa è vuota può essere sufficiente per ridurre il consumo senza provocare grandi perdite di calore.

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Madonna Rosso

Madonna Rosso

Sono Madonna Rosso, appassionata di soluzioni creative e sostenibilità. Condivido trucchi quotidiani per organizzare la casa, curare l'orto e gestire il budget con intelligenza. Il mio obiettivo è rendere ogni giorno più semplice, un "tip" alla volta.