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Il cane del mio vicino non fa altro che abbaiare quando è in giardino: cosa posso fare?

Il latrato è un diritto naturale dell’animale, ma la legge italiana pone dei limiti precisi quando il rumore compromette la salute e il riposo dei residenti. Se la convivenza con gli animali dei vicini diventa difficile, è fondamentale conoscere i propri diritti e i passi corretti da seguire.

Quando l’abbaiare diventa un illecito

In Italia non esiste una soglia fissa di decibel per definire il disturbo causato da un cane. Il criterio di riferimento è la “normale tollerabilità”, valutata caso per caso e regolata dall’articolo 659 del Codice Penale.
Un disturbo viene considerato rilevante quando è:
  • Continuo o ripetuto nel tempo.
  • Particolarmente intenso.
  • Tale da coinvolgere una pluralità di persone (non solo un singolo vicino).
Durante la fascia notturna, indicativamente tra le 22:00 e le 07:00, la soglia di tolleranza si abbassa drasticamente: in queste ore anche rumori meno persistenti possono essere considerati molesti.

La prima fase: il tentativo di conciliazione

Prima di procedere per vie legali, la strategia più efficace è spesso il dialogo. Spesso il proprietario non è consapevole del problema, specialmente se il cane abbaia in sua assenza.
  1. Il colloquio diretto: Spiegate con calma quando si verifica il disturbo e come influisce sulla vostra quotidianità. Suggerire cause come la noia o lo stress del cane può favorire un approccio collaborativo.
  2. Il richiamo formale: Se il dialogo non porta risultati, è opportuno inviare una comunicazione scritta. Una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (A/R) che citi l’articolo 659 del Codice Penale funge da prova ufficiale del tentativo di risoluzione amichevole.

Come agire se il problema persiste

Se la situazione non migliora, è necessario iniziare a raccogliere prove documentali per supportare eventuali segnalazioni alle autorità.
Cosa preparare:
  • Un registro con giorni e orari precisi degli abbai.
  • Registrazioni audio o video che testimonino l’intensità del rumore.
  • Testimonianze scritte di altri condomini o vicini disturbati.
In ambito condominiale, è utile coinvolgere l’amministratore affinché la questione venga discussa durante l’assemblea, verificando se il regolamento di condominio preveda clausole specifiche sui rumori molesti degli animali.

Intervento delle autorità e azioni legali

Nei casi più ostinati, il cittadino può rivolgersi alle autorità competenti:
  • Polizia Locale o Carabinieri: per accertare il disturbo della quiete pubblica.
  • ASL veterinaria: qualora si sospetti che l’abbaiare sia dovuto a maltrattamenti o cattiva gestione dell’animale.
Azione giudiziaria: Un giudice può condannare il proprietario alla cessazione del comportamento molesto e, nei casi accertati di danno alla salute o allo stress, al risarcimento dei danni. Le sanzioni possono includere ammende pecuniarie e, in situazioni gravissime, la responsabilità civile per l’impatto sulla qualità della vita dei vicini. Va ricordato che la rimozione dell’animale è una misura estrema e raramente applicata, riservata quasi esclusivamente a contesti di grave maltrattamento.

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Madonna Rosso

Madonna Rosso

Sono Madonna Rosso, appassionata di soluzioni creative e sostenibilità. Condivido trucchi quotidiani per organizzare la casa, curare l'orto e gestire il budget con intelligenza. Il mio obiettivo è rendere ogni giorno più semplice, un "tip" alla volta.